Esce oggi il video di ESSELUNGA STABBING dei GIALLORENZO, ultimo estratto dal loro debut album MILANO POSTO DI MERDA uscito il 27 settembre 2019 per La Tempesta. A metà tra il concept e il tributo a una città in cui tutta la band si è ormai trasferita stabilmente, il disco è formato da 11 canzoni, ogni brano è una storia di un matto di questa metropoli. Ci sono scritte sui muri (lo stesso titolo è stato trovato scritto con l’indelebile in un angolo della stazione di Dateo), personaggi che si incontrano spesso vagabondare per la città, volantini deliranti o altri matti immaginati da Pietro Raimondi (montag), autore di tutte le canzoni.
Il video, girato da Giuseppe Fonti insieme a Studio Genesi, è il giusto connubio tra musica e immagini. Se il brano è una vera e propria dichiarazione d’amore a Milano, il video non è da meno, scarno come la canzone, ma allo stesso tempo evocativo. Un incrocio di riferimenti, curato al meglio, e affidato a qualcuno che ci perde la testa sulle cose che fa. Ed ecco che ci puoi trovare “Bambini pendolari che si sono perduti”, racconto di Gianni Celati tutto ambientato a Milano; la fotografia di Gianni Berengo Gardin, soprattutto nelle sue declinazioni urbane; e infine il cinema del primo Ermanno Olmi, quello più legato a un malinconico boom economico e, ancora una volta, a Milano.
“Il video di Esselunga Stabbing è stato ideato quando i Giallorenzo erano ancora solo una cazzata da fare tra amici. L’unica cosa più arrogante di pubblicare nell’album i provini fatti al telefono di alcune canzoni era pensare un intero videoclip intorno a una di queste canzoni.
L’unico capace di impastare questa cultura sixties da salotti buoni con della sana disperazione emo era il giovane Giuseppe Fonti, regista emergente, amico di tutta la banda, pieno di travagli e di notti passate sulla nouvelle vague. L’ideale. Giuseppe ha mosso la rete di amici legati al neonato Studio Genesi per tirare in piedi la produzione e, dopo un po’ di storie, questo è quello che è emerso.
Ci sono tutti gli ingredienti che ci dovevano essere, e forse c’è una cosa in più. Se Esselunga Stabbing era il nostro tributo a Milano, con quel “vieni a farti una vita” che poteva essere un altro titolo del disco, qui si può vedere il tributo di Giuseppe, anche lui lanciato più sulla speranza che sul budget, in una corsa contro e dentro una città tutta sua, che a volte rivede per la prima volta, perdendosi. È a lui che dedichiamo il suo stesso video. Buona fortuna e buon lavoro. Perché sotto la Madunina ‘se viv la vita, se sta mai coi man in man’.” Giallorenzo